Centro Riciclo Vedelago
Centro Riciclo Vedelago: la raccolta differenziata al 99 per cento | |
di Daniel Tarozzi - http://www.terranauta.it
Continua il nostro viaggio nel mondo dei rifiuti. Questa settimana approfondiremo l’intervento di Carla Poli, che abbiamo incontrato nel corso del recente convegno RIfiuto: RIduco, RIciclo.
“Io non voglio più nemmeno chiamarli rifiuti, per me sono materiali”. Queste parole sintetizzano meglio di qualunque altra il pensiero che in questi anni ha animato Carla Poli, titolare del Centro Riciclo Vedelago, situato in provincia di Treviso.
“In questi anni ne abbiamo dovuti affrontare di ostacoli!”, assicura al pubblico venuto ad assistere alla due giorni sui rifiuti organizzata dalla Macro Edizioni. “Ma adesso ci stanno richiamando tutti”.
Eh sì, persino in Italia, seppur lentamente, si sta insinuando la logica della raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti. Ma Carla Poli è già oltre, e non vuole sentir parlare di rifiuti nemmeno per il cosiddetto residuo secco, quello cioè che avanza una volta separato l’umido dalla plastica, dal metallo, dall’alluminio e dalla carta. Per lei il rifiuto non esiste. Al suo posto una straordinaria risorsa, nonché un’opportunità di business tutta da sfruttare.Ma andiamo con ordine. Il Centro di Riciclo di Vedelago si occupa di separazione e riciclaggio di rifiuti. Non sembrerebbe nulla di straordinario, ma la peculiarità di questo impianto è data dalla percentuale di rifiuti che riesce a riciclare. Circa il 99%.Sembra impensabile in un’epoca contrassegnata dall’invasione della spazzatura nelle strade di Napoli, dalle difficoltà crescenti incontrate dalle diverse amministrazioni per aprire nuove discariche e dalle polemiche (motivate) che sempre più si accompagnano alla presenza degli inceneritori.Impensabile, eppure reale. Certo, siamo nel nord-est, nell’Italia del fare. Eppure...
È la stessa Carla Poli ad infuriarsi quando le amministrazioni da lei contattate le dicono che il contesto culturale non permette risultati analoghi in altre regioni d’Italia. “La gente non è mica stupida! I sindaci dicono ‘qui da noi non c’è la cultura’. Io dico: signor sindaco lei sta dando del deficiente ai suoi cittadini! Non credo che nel suo paese le persone non sappiano distinguere tra un giocattolo e una bottiglia!”.
Proprio dai cittadini e dalle amministrazioni che li governano deve partire il processo virtuoso proposto dal Centro di Riciclo Vedelago.
Perché il miracolo che Carla Poli propone si compia, infatti, è necessaria un’accurata separazione dei rifiuti, ma soprattutto una raccolta differenziata che sia mirata al riciclo.
Troppe volte, invece, si misurano le percentuali di raccolta, senza controllare, poi, quanti di questi “materiali” raccolti vengano effettivamente riciclati.
|
 | | L'impianto di selezione e pressatura | “Spesso più che di comuni ricicloni bisognerebbe parlare di comuni raccoglioni!” ha affermato la dottoressa Poli durante il suo intervento. “Quando si fa una raccolta differenziata finalizzata al riciclo bisogna capire perché va fatta, quali sono gli obiettivi, e intervenire quindi concretamente realizzando impianti adatti alle esigenze dell’utenza presa in considerazione. In molti, invece, fanno la raccolta e si fermano lì. Quando si decide di fare la raccolta differenziata per il riciclo, questa deve mirare al 100%. In questo caso, infatti, andremo a raccogliere l’umido attraverso gli impianti di compostaggio, i vari materiali in modo separato, ma soprattutto raccoglieremo in modo sensato gli imballaggi. Questi soggiacciono all’accordo nazionale ANCI-CO.NA.I. Ma molti sindaci non sanno neppure cos’è! Eppure l’ANCI è l’Associazione Nazionale Comuni Italiani! Questo accordo prevede che quando una persona va al supermercato e compra le bottiglie d’acqua, paga l’acqua, paga l’imballaggio e paga anche il costo per portare gli imballaggi all’impianto di riciclo! Lo paga già. Se poi nessuno si occupa della raccolta di quegli imballaggi, il cittadino paga due volte perché l’imballaggio finisce in discarica o nell’inceneritore”.
Queste amministrazioni, quindi, nella loro ignoranza, assegnano i fondi destinati alla raccolta di questi imballaggi ai trasportatori che però, per la loro intrinseca natura, hanno come prima finalità quella di impiegare poco tempo e “ottimizzare le risorse”, finendo quindi col far caricare molti rifiuti schiacciandoli e rovinandoli. Quando questi materiali arrivano all’impianto di riciclo sono molto danneggiati ed hanno così una frazione di scarto (non riciclabile) molto grande.
Basterebbe quindi far applicare le leggi e gli accordi già esistenti per incentivare notevolmente la quantità e la qualità del riciclo dei rifiuti e la contestuale eliminazione del bisogno di nuove discariche o inceneritori.
Nel caso delle proposte di Carla Poli, alle parole sono seguiti i fatti. La sua azienda è riuscita a realizzare, a Ponte nelle Alpi, un riciclo del 98,5% dei rifiuti raccolti. Ma non si è fermata qui. In questi mesi, infatti, sta cominciando ad operare in Sardegna, a Colleferro (a sud di Roma) e persino a Torre del Greco, che non è esattamente un paesino veneto.
Ma partiamo dal principio e vediamo come la dottoressa Poli ha risposto alle nostre domande.
Ponte Nelle Alpi comune vincitore del premio nazionale "Comuni a 5 stelle 208"Carla Poli, perché la vostra iniziativa è partita proprio da Ponte nelle Alpi?
“A ponte nelle Alpi il comune si è mosso di buona lena. I cittadini sono venuti alle nostre riunioni e hanno capito le nostre motivazioni. Ci siamo detti, vabbé - siamo i primi - proviamo a vedere se ci arriviamo. È stata un po’ una sfida. Oggi a Ponte nelle Alpi fanno una raccolta differenziata che sfiora il 100% perché tutti i materiali raccolti, divisi per flussi, vanno a riciclo. Certo, dovranno ancora un po’ migliorare, bisogna sempre migliorare il mondo. Ma come inizio non è male....”
Partire dalla sensibilizzazione delle persone è quindi fondamentale. Per questo, oltre ad occuparsi degli impianti di riciclaggio, il Centro Riciclo Vedelago è impegnato in prima linea anche nella diffusione dell’informazione sul tema dei rifiuti, specie nelle scuole.
Che tipo di iniziative state portando avanti nelle scuole?
“La scuola è da sempre la nostra avanguardia è lo strumento che noi usiamo per entrare nella società. Se nella scuola i bambini acquisiscono le cognizioni necessarie si fanno paladini in famiglia e nella società per la realizzazione della raccolta differenziata. Abbiamo quindi elaborato un progetto chiamato “Educare lo sviluppo sostenibile” che noi portiamo nelle scuole a nostre spese. Per noi questo è un investimento redditizio. Educando i bambini e tramite loro le famiglie, infatti, ci siamo trovati con rifiuti differenziati in modo consapevole e quindi - ad esempio - non ci sono più capitate le vaschette di plastica che hanno contenuto un pasticcio con mezzo pasticcio dentro o con la muffa sopra. Un rifiuto pulito è un materiale più facilmente ed efficacemente riciclabile. Queste piccole attenzioni da parte delle famiglie, quindi, ci fanno risparmiare.”
Cosa fate con i cosiddetti rifiuti indifferenziati?
“A Ponte nelle Alpi, la frazione residua secca non la chiamiamo indifferenziata perché se uno dice indifferenziato già pensa alla discarica. Se invece dico frazione secca, composta per l’82 per cento da materiale plastico, è cosa ben diversa: giocattoli, attaccapanni, carta del prosciutto. Quello è il secco! E perché devo seppellirlo visto che è roba buona e me la pagano?”
Come vi ponete rispetto alle altre iniziative presentate durante questo convegno come, ad esempio, quelle dei comuni a rifiuti zero?
“Noi veniamo dopo. Cioè diciamo, se c’è il modo di risparmiare, di non produrre, di fare meno... va tutto bene; io non ho paura di rimanere senza lavoro perché, per quanto uno risparmi, ci sarà sempre qualcosa da riciclare. Questo qualcosa, questa frazione residua che viene conferita nel servizio pubblico, non si deve né bruciare, né seppellire, ma è tutta riciclabile. Ecco noi ci poniamo lì.”
NOTA
Centro Riciclo Vedelago riceve le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani e assimilati, seleziona i materiali in base alla composizione merceologica, compie le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestisce la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che li impiegano nei loro cicli produttivi.11 Novembre 2008 |
WIKIPEDIA - Trattamento meccanico-biologicoIl Centro Riciclo Vedelago
Uno dei limiti dei primi impianti di trattamento meccanico biologico era quello di produrre comunque un 20-30% (rispetto a quanto entrato inizialmente nell'impianto) di rifiuto da conferire in discarica o da portare all'incenerimento; questo problema poneva alcuni dubbi sulla reale opportunità di costruire questi impianti al posto di altri sistemi già conosciuti ed utilizzati come gli inceneritori. Questo problema è stato recentemente risolto grazie all'iniziativa della dott.sa Carla Poli del Centro Riciclo Vedelago in provincia di Treviso. L'impianto di Vedelago (che non gestisce la frazione umida e che quindi utilizza solo sistemi meccanici), grazie all'accoppiamento di diversi impianti che lavorano in serie, è in grado di rendere riutilizzabile circa il 99% del rifiuto conferito derivante sia dalla raccolta differenziata residenziale porta a porta (proveniente dai Comuni del circondario) sia rifiuti industriali di commercianti ed artigiani; grazie a questi impianti il centro è in grado di portare all'industria una materia prima-seconda riutilizzabile in ulteriori cicli di produzione. La percentuale di rifiuto non differenziabile (principalmente plastiche), e quindi solitamente non riutilizzabile, viene prima estruso e poi tritato finemente fino ad ottenere un granulato a matrice prevalentemente plastica utilizzato principalmente dall'industria come alleggerito nei manufatti edili (mattoni, pali, ecc...) in sostituzione della sabbia di cava (20-30% del materiale necessario alla creazione del manufatto); questo materiale conferisce caratteristiche migliorative ai manufatti ottenuti che rispondono regolarmente alle norme UNI vigenti. La sabbia sintetica ottenuta viene utilizzata anche per la creazione di sedie, panchine, bancali ed altri manufatti vari. Gli stessi creatori del Centro Riciclo Vedelago dichiarano che i costi globali per la costruzione di un impianto di questo tipo si aggirano attorno ai 5 milioni di euro in un arco temporale di circa 3 anni.[3] Impianti gemelli come quello di Vedelago sono in costruzione in Sardegna grazie all'iniziativa di 14 Comuni locali, con a capo il Comune di Tergu, e a Colleferro a seguito di un'iniziativa di imprenditori privati. |
L'espresso blogCentro Riciclo VEDELAGO
29/09/09
Vedelago vs Acerra, ovvero, riciclo contro discariche ed inceneritori
Vi proponiamo due video tratti da youtube.com che riprendono la trasmissione Rai TGR Ambiente Italia andata in onda il 6 Giungo 2009. In quella puntata sono state messe a confronto le nuove tecnologie per il trattamento dei rifiuti. Di particolare interesse i servizi riguardanti l’inceneritore di Acerra ed il centro riciclo di Vedelago, azienda a conduzione familiare dell’imprenditrice Carla Poli. L’impianto in provincia di Treviso ricicla a freddo plastica, carta, alluminio ed altro ancora; la frazione non riciclabile è trasformata in materiale per l’edilizia. I rifiuti tornano ad essere materia prima riutilizzabile e, in questo modo, si allontana lo spettro di nuove discariche ed inceneritori. Il centro di riciclo prefigura soluzioni davvero interessanti per quanto riguarda ambiente, salute e occupazione. Per maggiori informazioni, è disponibile in rete il sito dell’azienda trevigiana: centroriciclo.com Ecco i due servizi a confronto, tra Vedelago ed Acerra chi vincerà la sfida come miglior scelta ecosostenibile?
Centro Riciclo Vedelago: come fare a meno di inceneritori e discariche
L’inceneritore di Acerra, tra malfunzionamenti, inchieste giudiziarie e contestazioni |
10 milioni di € per 870.000 famiglie vs 40 milioni per l'inceneritore per 127.000 abitanti ( non famiglie!)
· Mercoledì 27 Maggio Carla Poli e Patrizia Gentilini ospiti della lista “Decidi Anche TU”. Presentato il modello del centro riciclo Vedelago (TV). Solo 10 milioni di Euro per due impianti che serviranno 870.000 Famiglie. Pubblicato il maggio 28th, 2009 Staff
Nonostante il cattivo tempo, che dopo tre settimane di calura ha sferzato Agliana con vento e pioggia, i cittadini non si sono lasciati intimorire e sono accorsi numerosi al dibattito promosso dalla Lista civica ‘Decidi anche tu’, che si è svolto così nei suoi locali di Viale Roma. Nella sede gremita di aglianese e montatesi la Gentilini, esperta oncologa, ha illustrato come gli inceneritori e tutto ciò che producono sia pericoloso e dannoso per la salute, incidendo notevolmente sull’aumento dei tumori. Successivamente è stato proiettato in anteprima il filmato notturno di una delle 4 canne del nuovo inceneritore, che con la sua nube ottenebrava il cielo sino ad Oste ed oltre, lasciando basito il pubblico presente. Dopo è intervenuta la Poli, appositamente venuta all’incontro da Treviso, che ha illustrato, con tanto di leggi e decreti europei alla mano, come noi si paghi più volte per un riciclo che di fatto non avviene. Ha inoltre illustrato come nel suo Comune, Vedelago (TV), il suo centro ricicli il 99% dei rifiuti di oltre un milione e duecentomila famiglie e in che modo tutti, cittadini e imprese, paghino una bassissima tassa sui rifiuti. E di come poi Lazio, Sardegna e Sicilia siano ormai diretti verso questa soluzione, «un solo anno per costruire l’impianto e mettere a regime la raccolta differenziata ‘porta a porta’, ma ci vuole la volontà politica». La Lista civica ‘Decidi anche tu’ con i loro candidati a sindaco, Luigi Colangelo per Agliana e Luca Marinaccio per Montale, è impegnata nel presentare un progetto sul modello del centro di riciclo veneto della Poli, che costerebbe 4 milioni contro 28 milioni di Euro dell’inceneritore e darebbe lavoro a un numero 29 volte superiore di quello dei dipendenti attuali e che permetterà di chiudere definitivamente l’inceneritore. Soddisfatti per l’andamento della serata e l’interesse presente e sentito dei cittadini, la Lista civica ‘Decidi anche tu’ ringrazia tutti i presenti e i suoi prestigiosi ospiti.
Da http://www.decidianchetu.it/incredibile-serata-con-carla-poli-e-patrizia-gentilini |
Carla Poli, un ciclone contro l'inceneritore di PolisQuotidiano
10 maggio 2009
Di seguito all'articolo riportiamo i video dell'incontro con Carla Poli Brillante e testarda, la trevigiana Carla Poli è diventata la beniamina del coordinamento contro l'inceneritore. «A Treviso abbiamo Gentilini, che è ormai famoso in tutto il mondo. Ma qualcuno dice che sono più tosta di lui: e gli ho fatto digerire anche il progetto rifiuti zero, costi zero». Parla così l'imprenditrice, alla testa del centro di riciclo di Vedelago, invitata ieri mattina all'istituto superiore Rondani. «Per Gentilini non era importante sapere che c'erano rifiuti zero: era importante sentire la parola costi zero - continua Carla Poli - e scuole spendevano 150mila euro per i rifiuti, gli ho detto: ci penso io, li vado a prendere io e non costa niente. Ha firmato subito». L'obiettivo è di riportare a valore qualcosa che non serve più a nessuno. Il centro riciclo Vedelago è interamente privato, funziona economicamente perché preleva i rifiuti a prezzi più bassi rispetto ai centri di smaltimento e vende il risultato finito, la materia riciclata, a imprese e aziende che ne hanno bisogno. «Ma per fare tutto questo - sottolinea Carla Poli - deve esserci la volontà politica, altrimenti non si fa niente».«Le possibilità per trattare i rifiuti sono tre: o il seppellimento in una discarica, o li brucio e poi li seppellisco, o li riciclo. Nel 2008 a Treviso abbiamo riciclato il 97,2% dei rifiuti. Il restante 2,99% è vetro sotto i 3 millimetri che le vetrerie non vogliono. Ci sono 700 aziende che portano i rifiuti a Vedelago perché risparmiano. Ora stiamo avviando centri di riciclo a Roma, e a Tergu in Sardegna. I Comuni gestiti in questo modo hanno dimezzato la tariffa rifiuti. Se c'è un sistema migliore, io dico: che venga avanti, così imparo». Secondo il coordinamento Corretta Gestione Rifiuti basterebbe un impianto di questo tipo per evitare la costruzione dell'inceneritore e i danni alla salute e all'ambiente. Non è sono i soli a pensarla così, anche rifondazione comunista aveva cercato di convincere Vincenzo Bernazzoli: «Invece di un inceneritore da 180 milioni di euro, bastavano due impianti di questo tipo 10 milioni di euro - ricorda il segretario Aiello -. Siamo andati dal presidente della Provincia e gli abbiamo detto: caro Bernazzoli ecco l'alternativa». Il resto è cronaca, con la spaccatura tra rifondazione e giunta provinciale, soprattutto per la questione termovalorizzatore. All'incontro di ieri erano invitati imprenditori, ma nessuno si è fatto avanti. «L'inceneritore di Parma, nella migliore delle ipotesi, è stato scelto per pigrizia culturale - osserva Giuseppe Massari, consigliere comunale per il Pd - C'è un conflitto di interessi tra raccolta differenziata e inceneritore, perché entrambi saranno gestiti da Enìa». «Ci dicono da tutte le parti che l'unica soluzione del problema rifiuti è bruciare - denuncia Manrico Guerra, dei Medici per l'ambiente - ma in natura bruciare è un incidente di percorso. La battaglia contro l'inceneritore è etica e morale, perché non è morale bruciale materia prima. è una battaglia per l'alternativa economica alla società dell'usa e getta. Gli studi scientifici sottolineano l'aumento delle malattie per le popolazioni che abitano nei pressi degli inceneritori. In Europa chiudono gli impianti di questo tipo». «In Francia stanno dismettendo gli inceneritori, a Bruxelles sarà chiuso entro il 2012 - gli fa eco Carla Poli - l'impianto di Vedelago non riceve soldi dai cittadini, abbiamo guadagnato dal mercato e abbiamo avuto solo un premio dall'Europa per la ricerca. Ma ora vendiamo la nostra tecnologia in Corea, in Cina e in Inghilterra» Di seguito i video dell'incontro
http://www.youtube.com/watch?v=JGE8iPuSbFM
http://www.youtube.com/watch?v=GhtbG5XfCU4
http://www.youtube.com/watch?v=eKPIboD99qI
http://www.youtube.com/watch?v=RZVn8dWaseA
http://www.youtube.com/watch?v=6PeBgVwck1Q
http://www.youtube.com/watch?v=aDewTFVrLQI
http://www.youtube.com/watch?v=rGqSx2ZHW2E
http://www.youtube.com/watch?v=FTdOGINsDgE
http://www.youtube.com/watch?v=6xwPLj1mmBQ
http://www.youtube.com/watch?v=j4em8LBxBaE
http://www.youtube.com/watch?v=mBXIp-xHw8I
http://www.youtube.com/watch?v=yWAXl66QVoc
http://www.youtube.com/watch?v=M5NM6ie9cus
http://www.youtube.com/watch?v=H-e0zK-eheg da
http://www.liberacittadinanza.it/articoli/carla-poli-un-ciclone-contro-linceneritore
|
la tecnologia del Centro Riciclo Vedelago5 febbraio 2008
http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1373
Secondo la titolare dell’impianto la tecnologia del Centro Riciclo Vedelago consente il riuso di quasi tutto il residuo secco «L’inceneritore non serve a nulla» Solo una parte infinitesimale degli scarti delle famiglie non può essere rimessa in produzione Zero rifiuti. Tutto può essere riciclato. Almeno questo accade al Centro Riciclo Vedelago, dove anche il secco comunemente definito "non riciclabile" riesce ad essere trasformato in materiale utilizzabile nella produzione industriale. Da ciò discende la deduzione che gli inceneritori e le discariche potrebbero, almeno in teoria, diventare soltanto un ricordo. "Se si volesse si potrebbe riciclare tutto - afferma Carla Poli, titolare del Centro Riciclo Vedelago -. Noi trasformiamo anche il secco non riciclabile. Da noi arriva il secco riciclabile, quindi vetro, plastica, lattine, legno, carta, cartone etc. Accade però che tra il secco riciclabile ci siano anche parti di rifiuto non riciclabile. È inevitabile che, anche se si fa la raccolta differenziata, poi finisca nel rifiuto riciclabile anche una parte di non riciclabile". In sostanza è praticamente impossibile differenziare perfettamente tutta la spazzatura. "La gente si sbaglia - aggiunge Poli - ed in definitiva il 10-15 per cento di quanto arriva da noi è non riciclabile. Teoricamente dovrebbe arrivare solamente il secco riciclabile, ma arriva un po’ di tutto. Comunque sia, è proprio con quel 10-15% che si fa il granulato plastico". Dunque, alla fine, si ricicla praticamente tutto. Solo una parte infinitesimale, inferiore allo 0,01 per cento, va a finire nell’inceneritore. Questo dal maggio 2007, quando cioè è entrato in funzione il nuovo impianto del Centro Riciclo Vedelago che consente appunto di riutilizzare anche il secco non riciclabile. "Prima ricorrevamo anche noi all’incenerimento ed avevamo un certo tipo di costi - puntualizza la titolare -. Ora, con il nuovo impianto, costa molto meno il riciclo e per di più ci viene pagato quello che produciamo, dato che si tratta di un buon prodotto. Abbiamo azzerato i costi di smaltimento, dato che non ricorriamo più alla discarica o agli inceneritori". Il rifiuto non è più un costo ed un danno all’ambiente, bensì un business che non fa male a nessuno. "I costi di lavorazione sono coperti dal ricavo che ho con la vendita - spiega sempre Carla Poli -. Alle aziende e ai comuni che portano qua i loro rifiuti posso fare un abbassamento dei prezzi". Tutto fila, quindi. Ed il problema rifiuti parrebbe talmente facile da risolvere Ma perché allora non portano tutto il secco non riciclabile da voi? "Il secco non riciclabile non è di nostra competenza - puntualizza sempre Carla Poli -. Noi abbiamo messo a punto una tecnologia che ci ha risolto il problema del nostro secco non riciclabile, quello che rimane dai rifiuti riciclabili che ci arrivano, ma il secco non riciclabile non è di nostra competenza. Va tutto a Lovadina, diventa combustibile destinato all’incenerimento e va a finire in tutta Italia. Da notare che, secondo dati Unindustria, fare un inceneritore costa almeno 250 milioni di euro. Non abbiamo fatto un business plan per un centro recupero dedicato al secco non riciclabile, ma di sicuro costerebbe molto meno. Poi, sottolineo, riciclare costa meno e viene pagato quello che si produce". Ma allora, il problema rifiuti sarebbe risolvibile con una legge che abolisce gli inceneritori e fa passare tutto per degli impianti come il vostro? "Non voglio entrare nel merito - conclude -. Noi facciamo solo il nostro lavoro. Abbiamo messo in piedi l’impianto di granulazione, ma la gestione dei rifiuti spetta alla Provincia e alla Regione. La nostra autorizzazione dice che più si recupera e meglio è. Noi riusciamo a trasformare tutto, il secco non riciclabile può essere lavorato, e diamo un prodotto a norma Uni. Ovviamente lo facciamo solo con le tipologie di rifiuto per le quali siamo stati autorizzati. Semplicemente avevamo un problema con il secco non riciclabile e ce lo siamo risolto. Non spetta a noi entrare nel merito della legislazione".
Matteo Ceron
Il Gazzettino - Treviso, 3 febbraio 2008 |
|
|